|
Il
combattente normalmente marcia e agisce inquadrato.
Talvolta può essergli affidato, isolatamente o in
gruppo, un compito particolare, oppure può trovarsi
isolato a causa delle vicissitudini del
combattimento. Occorre quindi che in ogni momento
egli sappia rispondere ai seguenti interrogativi:
-dove sono?;
-dove debbo andare?;
-per
quale itinerario?.
Il
combattente capace di orientarsi su qualunque
terreno, in ogni momento del giorno e della notte, è
sicuro di trovare sempre la strada giusta e di
arrivare, per la via più breve, a destinazione.
Orientarsi vuol dire:
-stabilire la posizione dei punti cardinali;
-individuare sul terreno la direzione da
percorrere riferendola a tali punti.
Per
stabilire la posizione dei punti cardinali si può
ricorrere all'impiego di determinati metodi riferiti
sia al giorno, sia alla note, sia all'impiego della
bussola, sia all'osservazione diretta del terreno
ovvero a particolari di esso.
ORIENTAMENTO DIURNO.
Di
giorno l'orientamento può essere fatto:
-con
il sole;
-con
l'orologio;
-con
altri metodi (schizzi planimetrici, fotografie
aeree, riferimenti rispetto alle carte ecc.)
L'orientamento approssimativo con il sole può essere
facilmente effettuato tenendo presente che l'astro,
nelle varie ore della giornata, assume, rispetto
alla terra, le seguenti posizioni:
-alle ore 6 è ad EST: l'ombra di un oggetto si
presenta verso OVEST;
-alle ore 9 è a SUD-EST: l'ombra di un oggetto
si proietta verso NORD-OVEST;
-alle ore 12 è a SUD: l'ombra di un oggetto si
proietta verso NORD;
-alle ore 15 è a SUD-OVEST: l'ombra di un
oggetto si proietta verso NORD-EST;
-alle ore 18 è a OVEST: l'ombra di un oggetto si
proietta verso EST.
Se il
sole è chiaramente visibile, è anche facile
orientarsi servendosi dell'orologio. A tal fine:
-si
legge l'ora (tenendo presente che le ore
pomeridiane debbono essere computate dalle 13 in
poi) e la si arrotonda per difetto o per eccesso
all'ora intera;
-si
divide per metà il numero corrispondente all'ora
così arrotondata;
-si
determina, sulla scala delle ore del quadrante
dell'orologio, il punto corrispondente all'ora
dimezzata. Se, per esempio, sono le 16:00 il
punto ricercato cade in corrispondenza delle ore
08:00;
-si
dispone uno spillo (o un filo di paglia o un
fiammifero) verticalmente sul quadrante, in
corrispondenza del punto così determinato;
-si
ruota l'orologio attorno all'asse delle lancette
in modo da portare l'ombra dello spillo a
coprire il centro del quadrante. L'allineamento
6-12 ( nel senso del 6 al 12) materializza la
direzione del nord.
L'ORIENTAMENTO NOTTURNO.
Di
notte, l'orientamento può essere fatto:
-con
la stella polare;
-con
la luna.
ORIENTAMENTO CON LA STELLA POLARE.
La
stella polare appartiene alla costellazione
dell'Orsa Minore, comunemente denominata "Piccolo
Carro", in cui occupa l'estremità del timone. La
stella Polare indica ESATTAMENTE il nord.
Per
identificarla, bisogna prima localizzare il "Grande
Carro", ossia l'Orsa Maggiore.
Identificato il Grande Carro, bisogna guardare la
"sponda posteriore" di esso, partendo dalla parte
inferiore del carro verso l'alto. Si valuta la
distanza e la si prolunga cinque volte, sino ad
incontrare la Stella Polare.
ORIENTAMENTO CON LA LUNA.
La luna
ruota intorno alla terra compiendo un intero ciclo
in circa 29 giorni. Durante tale periodo è più o
meno visibile, o anche invisibile dalla terra a
seconda della sua posizione rispetto al sole. I vari
aspetti sotto cui la si vede determinano le quattro
"fasi principali", ognuna delle quali dura poco più
di 7 giorni:
-luna nuova (non visibile);
-primo quarto;
-luna piena;
ultimo quarto.
Per
l'orientamento con la luna, rammentare che:
-nel
primo quarto:
-alle ore 18 è a SUD;
-alle ore 24 è a OVEST.
-nell'ultimo quarto:
-alle ore 24 è a EST;
-alle ore 6 è a SUD.
Per
distinguere il primo dall'ultimo quarto, rammentare
che:
-la
luna crescente (che diventerà piena) ha la gobba
a ponente;
-la
luna calante (che tende a ridursi fino a non
essere più visibile) ha la gobba a levante.
ORIENTAMENTO CON LA BUSSOLA.
Esistono
diversi tipi di bussola:
-comune;
-goniometrica.
Esistono, inoltre, due diversi NORD:
-geografico;
-magnetico.
Il primo
è fisso e immutabile e corrisponde alla direzione
del Polo Nord; il secondo varia da luogo a luogo e
da periodo a periodo ed è in corrispondenza della
direzione verso la quale si dirige liberamente l'ago
calamitato della bussola.
Per
l'orientamento con la bussola COMUNE è necessario:
-disimpegnare la freccia nera dall'apposito
arresto perché possa dirigersi liberamente verso
il Nord magnetico;
-far
coincidere in un primo tempo la freccia nera con
il diametro segnato sul fondo interno dello
strumento e contrassegnato con le lettere N-S
così da ottenere l'orientamento dell'asse della
bussola al Nord magnetico;
-far
quindi coincidere, spostando leggermente la
bussola, la punta della freccia nera con
l'indice (o tacca, o freccia) posto nella
bussola pochi gradi a sinistra della lettera N,
ottenendo così che l'asse N-S della bussola sia
orientato al Nord geografico.
Bisogna
curare che, durante le operazioni di orientamento,
la bussola sia tenuta perfettamente orizzontale e
lontana da oggetti metallici (fucili, elmetti, ecc.)
o condutture elettriche.
Disponendo di una bussola goniometrica e conoscendo
l'esatto valore dell'angolo compreso tra il nord
geografico e quello magnetico, l'individuazione del
primo può essere fatta con maggiore esattezza,
avvalendosi delle graduazioni riportate su questo
tipo di bussola.
ORIENTAMENTO MEDIANTE OSSERVAZIONE DIRETTA DEL
TERRENO.
L'osservazione diretta del terreno, quando si tratta
di zone adiacenti a quella in cui si sosta, consente
di orientarsi anche se non si dispone di mezzi che
facilitano l'orientamento.
Si
tratta di un lavoro paziente, costante, che
permette, acquisita la necessaria esperienza, di
stabilire da quale parte sorga il sole, quale sia la
posizione di un edificio importante o di un punto
caratteristico del terreno rispetto ai punti
cardinali.
A tal
fine è opportuno determinare, sin dal primo giorno
di permanenza in una determinata zona,
l'orientamento dei punti caratteristici del terreno
e di quelli lontani delimitanti l'orizzonte visivo.
il
riferimento a questi punti consentirà di non perdere
l'orientamento anche quando si è fuori della zona
conosciuta e, quindi, di rifare agevolmente il
cammino percorso e raggiungere la meta. |