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Le più
semplici bussole hanno l'ago magnetico libero di
ruotare al centro di un quadrante sul quale sono
indicati i punti cardinali o la Rosa dei Venti.
Nelle bussole più complesse si trovano parecchi
accorgimenti per meglio sfruttare la proprietà
fondamentale dell'ago magnetico.
Innanzitutto l'ago, anziché essere « in aria », è
immerso in un liquido. Questo dà due vantaggi: le
oscillazioni dell'ago sono smorzate più rapidamente
e dunque non si deve attendere a lungo per eseguire
la lettura. In secondo luogo, poiché il costruttore
al momento di introdurre il liquido e sigillare ha
lasciato volutamente una bolla d'aria, è possibile,
controllando che la bolla sia al centro, lavorare
con la bussola orizzontale, ciò è necessario
affinché l'ago possa indicare correttamente il nord
magnetico. II liquido viene scelto tra quelli a
basso punto di congelamento, ad esempio una miscela
di acqua e alcool o glicerina.
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1 - Filo di traguardo |
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2 - Fessura di puntamento |
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3 - Lente di lettura |
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4 - Portalente |
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5 - Scatola rotante |
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6 - Quadrante in mil. 6400 mil. |
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7 - Quadrante normale 360 gradi |
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8 - Linea fissa Quadrante |
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9 - Ago della Bussola |
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10- Linea luminosa lunga |
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11- Linea luminosa corta |
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12- anello a scatti |
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13- Scala (1:25.000) |
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14- Ferma coperchio |
Un'altra utile caratteristica
di alcune bussole è il cerchio graduato riportato
sul quadrante che permette, come vedremo tra un
momento, di misurare I'azimut degli oggetti
circostanti. Tali bussole sono normalmente
completate da un semplice dispositivo che facilita
il rilevamento. Il dispositivo si compone di un
mirino e di una fessura nel coperchio e di uno
specchio (o lente) inclinabile che permette di
leggere sulla bussola I'azimut dell'oggetto nello
stesso momento in cui I'occhio lo punta con il
mirino.
Di complessità intermedia è la bussola cartografica
tipo Silva, che è anche la più usata nelle gare di
orientamento. Si compone essenzialmente di 3 parti,
ognuna libera di ruotare rispetto alle altre 2. Le
indicheremo per semplicità con tre nomi brevi: base,
quadrante, ago. Essendo la più adatta ad un utilizzo
per navigazione faremo sempre riferimento a questo
tipo di bussola.
La base è un rettangolo di plastica trasparente su
cui è incisa una freccia che chiameremo freccia di
direzione per distinguerla da un'altra di cui
parleremo tra breve. Sui lati della base sono
riportate delle scale in millimetri che possono far
comodo per valutare le distanze sulla carta.
Naturalmente si deve conoscere la scala della carta
per sapere a quanto equivale un millimetro. Sulla
base è anche presente una piccola lente
d'ingrandimento che facilita la lettura di certi
particolari. Su alcuni modelli sono presenti anche
delle dime per segnare sulla carta il punto di
partenza, di arrivo e l’obiettivo.
II
quadrante è un
involucro anch'esso di plastica, ermetico,
contenente al suo interno I'ago magnetico e il
liquido smorzante. II quadrante, come si è detto,
può ruotare sulla base. Intorno al quadrante è
inciso un cerchio graduato che permette di leggere
di quanti gradi il quadrante è stato ruotato
rispetto alla base. Sul cerchio graduato sono anche
riportati i 4 punti cardinali, facendo corrispondere
il nord (N) alla posizione « zero gradi ». II fondo
del quadrante è trasparente e porta incisa, a sua
volta, una freccia. Questa punta sulla posizione N;
la chiameremo perciò freccia di nord.
L'ago
è una sbarretta di materiale calamitato libera di
ruotare anch'essa all'interno del quadrante sotto
I'azione del campo magnetico terrestre. L'estremità
che indica il nord è colorata di rosso e, nei
modelli più costosi, è fosforescente.
Per ora sarà sufficiente ricordare che dal centro
della bussola partono la freccia di direzione, la
freccia di nord e I'ago magnetico; di questi tre
elementi due possono essere indirizzati a piacere,
il terzo indica sempre il nord.
COME USARE LA BUSSOLA
COME FARE UN
RILEVAMETO SUL CAMPO
Per
eseguire un rilevamento accurato tenere la bussola
orizzontalmente nel modo indicato in fig. 2 . Il
portalente deve essere ad angolo retto col piano
della bussola, così da poter traguardare l'obiettivo
sul filo di traguardo e contemporaneamente leggere
il rilevamento sulla linea fissa. Tenere sempre
l'occhio vicino alla lente, altrimenti non sarà
possibile leggere il rilevamento mentre si traguarda
l'obiettivo. Inoltre la bussola dovrà essere tenuta
in mano orizzontalmente permettendo al quadrante di
ruotare liberamente e fermarsi nell'esatta
direzione.

COME PROCEDERE SEGUENDO UN
RILEVAMENTO DATO
E' l'opposto del precedente paragrafo " come fare un
rilevamento ". Tenere la bussola nel modo illustrato
in fig. 2 appoggiare l'occhio sulla lente e guardare
il quadrante in prossimità della linea fissa. Poi
girarsi insieme alla bussola finchè il rilevamento
dato non coincide con la linea fissa. Alzare
l'occhio e prendere un punto qualsiasi di
riferimento sul filo di traguardo indi camminare
fino a raggiungerlo ripetere la procedura finchè non
si giunge a destinazione.
COME ESEGUIRE UN RILEVAMENTO SULLA
CARTA
Prima di
tutto individuare sulla carta la vostra posizione
attuale e la destinazione.
1. Aprire il coperchio completamente e poggiare
orizzontalmente la bussola sulla carta con la
posizione attuale e la destinazione sul bordo
graduato (13). Il coperchio dovrà essere rivolto
verso la destinazione della carta come indicato in
fig. 3 .
2. Con
la bussola sulla carta, girare la carta finchè l'ago
della bussola non sia parallelo alle linee dei
meridiani sulla carta e l'estremità nord del lago
non indichi il nord della carta.
3.
Leggere il rilevamento sulla linea fissa. Questo è
il rilevamento verso la destinazione dalla posizione
attuale. Ora seguire il precedente paragrafo come
dirigersi verso un dato rilevamento.

Nel leggere il rilevamento relativo alla
destinazione, assicuratevi che:
-
il bordo graduato sia sulla posizione attuale e
sulla destinazione.
- il coperchio della bussola sia rivolto verso la
destinazione.
- l'ago magnetico sia parallela alla linea dei
meridiani.
- l'estremità nord del lago indichi il nord reale (
geografico ).
RICERCA DI UNA DIREZIONE DI MARCIA PRESTABILITA
II
problema che più spesso si presenta è quello di
sapere in che direzione si trova una certa meta.
Starà poi
al
singolo valutare se sarà più conveniente marciare in
linea retta o seguire un altro percorso.
Se ci si
trova nel punto A (vedi fig) e si vuole sapere in
che direzione è situata la cima di colle B, su cui
si sa che è posto il prossimo punto di controllo (o
obiettivo), le operazioni da eseguire sono le
seguenti:
1) Collocare la bussola sulla
carta in modo che il lato lungo della base sia sulla
congiungente di A con B.
2) Ruotare il quadrante
della bussola in modo che la freccia di nord punti
verso il nord della carta. Nota: con le operazioni
1) e 2) è stato determinato I'azimut di B ed esso –
facendo attenzione a non ruotare ulteriormente il
quadrante – rimane memorizzato nella bussola; la
carta, a questo punto, non occorre più e può essere
messa da una parte.
3) Tenere la bussola in
mano, orizzontalmente, e ruotare fino a che
I'estremità nord dell'ago si sovrappone alla freccia
di nord. La freccia di direzione punta allora verso
B. Con questa operazione si passa da un angolo
misurato sulla carta all’ angolo reale della nostra
direzione rispetto al nord.
4) Dirigersi verso tale
direzione facendo attenzione che l’ago magnetico
rimanga sempre sopra la freccia di nord.

Questa
procedura si deve ripetere ogni 300/400 m essendo
impossibile procedere più a lungo in linea retta.
La
stessa procedura si applica ogniqualvolta si debba
ricercare sul terreno un particolare individuato
sulla carta
RICERCA
SULLA CARTA DI UN PARTICOLARE INDIVIDUATO SUL
TERRENO
Questo
problema, che può essere considerato I'inverso del
precedente, capita quando durante uno spostamento
durante il percorso abbiamo bisogno di una conferma.
Se si vede un elemento di particolare importanza a
distanza non ci si farà scappare I'occasione di
controllare se la carta lo riporta e se lo riporta
nella direzione in cui lo vediamo.
Le
operazioni da eseguire sono ora le seguenti.
1) Puntare, con la bussola orizzontale,
la freccia di direzione verso oggetto B che si vuole
riconoscere, ad esempio un campanile.
2) Ruotare il quadrante
fintanto che la freccia di nord risulta sovrapposta
all'ago magnetico, che naturalmente indica il nord.
Nota: in questo modo si memorizza nella bussola
I'azimut che B ha rispetto alla posizione A in cui
ci troviamo.
3) Facendo attenzione a non
modificare la posizione raggiunta dal quadrante (e
disinteressandosi invece della posizione dell'ago,
che non interessa più) porre la bussola sulla carta
in modo che un lato lungo della base passi per il
punto A e che la freccia di nord punti verso il nord
della carta. II punto B, ossia il punto che sulla
carta rappresenta il campanile, si trova allora sul
lato di base passante per A (o sul suo
prolungamento). In questo caso l’uso di una bussola
con mirino può consentire rilevamenti più agevoli.
Sarà però più difficile riportarli sulla carta.
Rilevamento con bussola dotata di mirino: Aprire il
tappo e la lente, avvicinare la bussola all’occhio,
mirare il punto di riferimento facendo combaciare
tacca di mira e mirino, leggere l’azimut attraverso
la lente (potrebbe essere necessario inclinarla per
leggere correttamente), fissare l’azimut ruotando la
ghiera.
Disponendo di entrambe è possibile effettuare il
rilevamento con la bussola dotata di mirino,
riportare l’azimut sulla bussola cartografica e
procedere al punto 3).
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